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Ricette classiche italiane per la Pasqua

Abbiamo pensato di raccogliere in questo articolo alcune ricette classiche italiane per la Pasqua. Ci è sembrato carino presentarle in ordine geografico, da Nord a Sud, come a sottolineare la varietà e l’importanza che la cucina tradizionale riveste per questo nostro Bel Paese.

 

Pinza triestina

Un grande classico – forse troppo poco conosciuto – della domenica pasquale a Trieste è la pinza: una brioche non molto dolce. La pinza accompagna tutto il giorno di festa: si comincia colazione, quando può essere inzuppata nel latte, oppure servita assieme a della confettura da spalmare sopra; a pranzo e a cena, invece, è ottima per accompagnare i formaggi o i salumi tipici della gastronomia triestina.

Ricetta pinza triestina. Serviamoci di una ciotola e prepariamo il lievitino, versando poco alla volta dell’acqua in 600 grammi di farina e 50 grammi di lievito. Lasciamo lievitare per qualche ora.

In una planetaria versiamo un uovo, 120 grammi di zucchero e 200 di farina: quando l’impasto si sarà agglutinato, aggiungiamo del sale e 50 grammi di burro, scorze di limone e arancia grattugiate, e riprendiamo a impastare. Lasciamolo lievitare il questo secondo impasto per un paio d’ore. Raggiunta la lievitazione, lavoriamo ancora l’impasto, ma questa volta al fine di metterlo in una teglia, di forma rotonda. Altre tre ore di lievitazione, poi spennelliamo con dei tuorli e inforniamo a 160° per circa un’ora e mezza.

 

Il casatiello napoletano

Il casatiello è il rustico tipico del periodo pasquale a Napoli. È una brioche salata a forma di ciambella, che la tradizione vuole scomposta dalle caratteristiche uova sode. Il casatiello presenta un ripieno ricco e variabile: presenza fissa sono il formaggio e le uova, a cui si aggiungono, a scelta, tranci di salame, oppure ciccioli del maiale, prosciutto o pancetta. La preparazione non è tanto complicata, quanto piuttosto lunga: abbiamo bisogno che l’impasto lieviti più volte, cosa che richiede del tempo.

Ricetta del casatiello napoletano. Iniziamo con un impasto in cui mesciamo 500g di farina, 1 cubetto di lievito, 120g di strutto o burro a nostra discrezione, 1 cucchiaino di sale, e infine del pepe. Aggiungiamo gradualmente dell’acqua tiepida, mentre lavoriamo continuamente l’impasto. Una volta pronto, versiamolo in una teglia a forma tipica di ciambella, e lasciamolo lievitare.

A questo punto possiamo dedicarci alla preparazione del ripieno. Nel caso abbiamo deciso per il salame, tranciamolo a cubetti; se invece preferiamo i ciccioli, possiamo strapparne delle porzioni grandi quanto la falangetta di un dito. Ovviamente, in questa fase della lavorazione possiamo anche preparare le uova sode.

Quando l’impasto sarà lievitato, spargiamo della farina su di un tavolo e stendiamo così l’impasto: da questo, ricaviamoci una fettuccia di pasta, che ci occorrerà, poi, per tenere le uova nella forma finale del casatiello.

Ora possiamo aggiungere gli ingredienti che avevamo preparato prima, aggiungendo a questi del formaggio pecorino, e quindi arrotolare il tutto. Mettiamolo in un ruoto precedentemente imburrato, saldiamo le uova e lasciamo lievitare per altre 2 ore.

Infine, inforniamo a 180° per un’ora, finché la superficie non raggiunga la doratura.

 

Cudduraci calabresi

Concludiamo questa nostra piccola geografica escursione nella cucina tipica pasquale con il Sud; più precisamente, con questo dolce tradizionale della Calabria.

Ricetta dei cudduraci calabresi. In una ciotola, sbattiamo energicamente 4 uova con 400g di zucchero, finché non otteniamo un composto che sia concentrato ma non troppo denso.

Facciamo sciogliere a bagnomaria del burro, e qui aggiungiamo delle scorze di due limoni e due arance, e infine 200ml di liquore strega.

Realizziamo ora l’impasto, con 1 kilogrammo di farina, due bustine di lievito per dolci, e un pizzico di sale.

Possiamo ora sbizzarrirci a creare le più diverse forme per i nostri cudduraci, anche se quella tradizionale per eccellenza è a forma di paniere, con in superficie un uovo sodo e un manico di pasta intrecciata, a chiudere il cesto.

Ottenute le nostre forme, dopo una spennellatina di bianco d’uovo siamo pronti per infornare: 180° per mezz’ora circa.